Welfare e debito pubblico, iniziative dal basso

Welfare e debito pubblico, iniziative dal basso

C'è chi lotta anche quando sta fermo, perchè per vincere questa battaglia ora dobbiamo restare a casa. Per affrontare qualsiasi altro evento straordinario, domani, la Dogana Vecchia ha un'idea: Welfare e debito pubblico, iniziative dal basso.

C’è chi lotta anche quando sta fermo, perchè per vincere questa battaglia ora dobbiamo restare a casa. Per affrontare qualsiasi altro evento straordinario, domani, la Dogana Vecchia ha un’idea: Welfare e debito pubblico, iniziative dal basso.

NOI! vogliamo pensare intensamente al dopo pandemia, per questo immaginiamo ipotesi di lavoro per abbattere, per quanto possibile, due degli ostacoli che hanno condizionato la drammatica fase che stiamo vivendo: la mancata programmazione di un sistema di intervento in caso di eventi eccezionali e il debito pubblico,

  • per abbattere, o concorrere ad abbattere, il primo ostacolo occorre un’organizzazione ordinaria idonea allo straordinario come facciamo nella nostra azienda, giornalmente, cioè affrontiamo situazioni che possono, esplodere ad esempio: ci sono 30 prenotazioni ma si presentano in 200. Strumenti, strutture, prodotti idonei e personale addestrato e disponibile per la chiamata di emergenza ci mettono in condizioni di fronteggiare 170 ospiti in più, praticamente senza affanno.
    Programmazione della straordinarietà tramite quella dell’ordinarietà consapevole e sostenibile. Qui il Welfare aziendale “disponibile”! Ovvietà: Sarebbe necessario un apposito albo presso le prefetture (?) indicante la disponibilità di queste strutture provinciali utilizzabili in casi eccezionali come le calamità. L’elenco generale nazionale dovrebbe essere tenuto dal Ministero dell’interno. Ovviamente i piani/simulazione di utilizzo dovrebbero essere effettuati periodicamente in sede nazionale per le varie tipologie di emergenze.
  • per abbattere, o concorrere ad abbattere, il secondo pensiamo a tante piccole gocce per fare un mare, quand’anche non riuscisse ad essere quantitativamente grande lo sarebbe qualitativamente. Qui di seguito: iniziative dal basso!

Welfare e debito pubblico iniziative dal basso

Dogana vecchia ristorante country house sta studiando un piano programma preordinato all’apertura di un conto presso una o più Banche in cui, al termine di ogni giornata di lavoro del gestore (trattandosi qui di un ristorante country house Dogana Vecchia, con cadenza diversa se chi altri lo volesse fare fosse appartenente a diversa categoria imprenditoriale) verranno fatti confluire, a cura ed onere del gestore stesso, € 0,50 per ogni pasto consumato.

Il conto, realizzerà la costituzione di un unico fondo, che così alimentato sarà suddiviso in due parti:

  • una (ovvero il 50% del fondo) destinata al welfare aziendale diretto a tutelare il personale in servizio anche in caso di eventi calamitosi nonché a fornire pasti ai bisognosi.
  • un’altra (ovvero il 50% del fondo) avente la funzione di concorso alla diminuzione del debito pubblico italiano attraverso il versamento di una somma allo Stato che che eliminerà debito pubblico per un pari importo. Certo saranno somme relativamente contenute ma se l’operazione facesse scattare l’emulazione si potrebbero conseguire numeri rilevanti.
    Naturalmente l’azienda – insieme a quanti altri volessero unirsi all’operazione – provvederà annualmente a rendere pubblica la eventuale decisione di rinunciare a qualsiasi pretesa nei confronti dell’emittente dei titoli acquistati precisandone l’ammontare.

Si sta altresì studiando l’eventualità di maggiorare il versamento a carico del gestore di cui sopra, attraverso il conferimento volontario da parte dei clienti della o delle aziende. Nel caso, trattandosi di ristorante country house, potrebbe essere di € 0,50 a cura e spese di ogni coppia di clienti che all’atto del rilascio del documento fiscale ne facciano richiesta. Di tale eventuale versamento si darà atto nella ricevuta fiscale o nella fattura.

È appena il caso di sottolineare che attraverso l’intesa e regolazione con una o più banche tutte queste operazioni dovranno godere della massima possibile trasparenza.

Sopra ho esposto un esempio riferito ad una impresa di ristorazione e ricettività, se altri, appartenenti a diversa categoria imprenditoriale lo volessero fare, aderendo – e studieremo come – struttureranno la loro proposta/offerta in relazione alle attitudini, caratteristiche e simili loro proprie in piena autonomia personalizzando la propria adesione ed intervento. Intanto ci stiamo muovendo per verificare se, come e quanti possano essere interessati a questa iniziativa.

Successivamente saranno approntati i sistemi tecnologici che potranno conferire concretezza operativa alla proposta

In conclusione, è evidente che nessuno si salva da solo e che, quindi, si debbano strutturare interventi – che prescindano dall’emotività – in sede di Unione Europea e che sia indispensabile ricorrere anche alla solidarietà nazionale ed internazionale per condividere l’impegno ad affrontare utilmente una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, ma non possiamo prescindere da un nostro personale – come individui, come imprese, come comunità, come nazione – forte e deciso moto reattivo, che non sia ovviamente solo di orgoglio ma di concretezza.

Per quanto piccola possa essere questa nostra reazione, costituirà un segnale, per noi medesimi e per il mondo, della volontà e della determinazione che ci anima. Noi, per noi e per gli altri, ci si metta a capofila in primis dell’azione, producendo una nostra propria e insieme di quella dell’UE e infine di quella solidaristica. Cioè prima di chiedere aiuti quali che siano, aiutati!

Partiamo dal basso, dalla base. Le intese che si stanno aprendo (?) a livello europeo sono figlie delle spinte delle comunità di base che hanno mandato segnali forti alle rispettive elite politico/decisionali.

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay

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